Caduta capelli post-partum: cause e rimedi

Caduta capelli post-partum: cause e rimedi

Quando si parla di donne e di caduta dei capelli, si sa con matematica certezza che esistono dei momenti durante i quali si verifica una forma di calvizie legata alle variazioni ormonali.

Questo accade ad esempio successivamente alla gravidanza: è molto comune che, dopo circa 4 mesi dal parto, la donna durante l’allattamento registri una caduta dei capelli abbastanza massiccia, nota come alopecia o defluvium post-partum.

In questi casi è assolutamente normale preoccuparsi e chiedersi se sia una condizione naturale, o se la caduta dei capelli sia cronica e non reversibile. Ecco perché oggi vedremo di fare chiarezza su questi importanti interrogativi.

Cos’è il Defluvium Post-Partum?

Il defluvium post-partum, noto anche come alopecia dopo parto, è quella condizione che porta le donne a perdere i capelli dopo la gravidanza. La prima cosa da sottolineare, è che si tratta di una condizione del tutto naturale: il momento della gravidanza porta infatti diversi cambiamenti del corpo, compresa un’alterazione ormonale che può effettivamente portare all’aumento della perdita dei capelli, accelerando il loro ciclo di vita.

Va però specificato che esistono anche altre cause che concorrono alla caduta dei capelli dopo la gravidanza. Quali sono?

Quali sono le cause della caduta capelli dopo il parto?

La prima causa della caduta capelli post-partum, come già sottolineato, sono gli ormoni. Di fatto, durante la gravidanza il ciclo ormonale interviene allungando il ciclo di vita dei capelli e facendoli anche apparire più folti e in salute: dopo il parto, però, l’alterazione degli ormoni provoca l’effetto inverso, riducendo bruscamente il ciclo di vita dei capelli e portando dunque ad una caduta davvero massiccia.

In genere, dopo un anno dalla gravidanza, il ciclo di vita dei capelli torna a normalizzarsi: si tratta, dunque, di una caduta naturale e non cronica, destinata a svanire in pochi mesi. Ma anche la denutrizione può aumentare la caduta dei capelli nella donna dopo il parto: nello specifico, può accadere che dopo il parto le donne possano soffrire di alcune forme di inappetenza.

Quando ciò si verifica, il corpo registra un calo nutritivo di vitamine e di minerali, causando anche l’indebolimento e l’assottigliamento dei capelli, e aumentando di conseguenza le probabilità di caduta.

Quali sono i rimedi per la caduta capelli post-partum?

Generalmente non serve intervenire in modi particolari, quando si verifica la caduta dei capelli dopo il parto, dato che basta attendere pochi mesi per assistere alla normalizzazione del ciclo di vita del capello.

Eppure, alle volte, attendere non basta: nel caso la caduta dei capelli dovesse continuare e non arrestarsi da sola, è necessario rivolgersi ad un tricologo per investigare le cause della suddetta problematica. Nello specifico, esistono alcuni impacchi e maschere nutrienti naturali che possono aiutare a rinforzare il capello e a stimolare la ricrescita.

Se poi queste soluzioni vengono coadiuvate da trattamenti specifici, come ad esempio la laserterapia ed i massaggi, insieme ai trattamenti ad alta frequenza, ecco che salgono le chance di guarire dall’alopecia post-partum. Ad ogni modo, ognuna di queste soluzioni dev’essere sempre il frutto di una consulenza di un bravo tricologo (dermatologo), il quale molto probabilmente analizzerà le condizioni dei follicoli piliferi grazie ad una microcamera apposita e al tricogramma.

Caduta dei Capelli e Allattamento Cosa fare?

caduta capelli durante gravidanza

Perdita capelli e allattamento sono due elementi che vanno spesso a braccetto. Questo avviene per via degli sbalzi ormonali tipici della gravidanza. I suddetti sono indispensabili per il corpo, per affrontare questa fase così importante e delicata, ma possono poi avere delle pesanti conseguenze non solo sulla cute, ma anche sui capelli.

In base al periodo, infatti, gli ormoni – e specialmente gli estrogeni – possono portare vantaggi e svantaggi alla chioma.

La caduta dei capelli nelle donne in allattamento è una conseguenza del tutto naturale, considerando l’alterazione degli ormoni presenti all’interno dell’organismo.

Gli estrogeni, infatti, durante il periodo della gravidanza conoscono il loro picco massimo: oltre a rendere molto sensibili le donne, questi ormoni hanno degli effetti non solo sull’umore, ma anche sul fisico. E nello specifico contribuiscono in modo determinante a rendere la chioma splendida, folta e in perfetta salute.

È per questa ragione che le donne in dolce attesa appaiono bellissime: la pelle e i capelli, infatti, tendono a risplendere di luce propria. Ma questo ha il suo prezzo: un prezzo da scontare immediatamente dopo il parto. Il periodo dell’allattamento, infatti, viene accompagnato da un drastico calo degli estrogeni: questo calo inficia sul benessere degli steli, rendendoli fragili e soggetti a caduta.

Perdita capelli e allattamento: il ruolo degli estrogeni

Gli estrogeni svolgono un ruolo importantissimo in gravidanza, e portano diversi vantaggi anche alla cute e alla capigliatura: questo perché, durante questa fase, agiscono prolungando la fase di crescita dei capelli, nota anche come Effluvio Anagen.

Poi, però, successivamente al parto tendono a calare in modo drastico, ritornando ai livelli prima del parto: questo calo massiccio di estrogeni ha un peso molto ampio sui capelli, che si trovano all’improvviso soggetti a ricadute. Gli steli tendono infatti ad indebolirsi: una condizione che li porta a spezzarsi e a cadere con grande facilità.

Per controbilanciare il prolungamento dell’Anagen durante la gravidanza, il corpo reagisce velocizzando la fase dell’Effluvio Telogen nell’allattamento, ovvero il momento durante il quale i vecchi capelli cadono per far spazio a quelli nuovi. È una situazione del tutto naturale, dunque.

Caduta dei capelli durante l’allattamento: cosa fare?

In realtà non è necessario intervenire in alcun modo per la perdita dei capelli in allattamento. È il corpo che agirà da sé, riportando i capelli in una situazione di normalità nel giro di circa 8-10 mesi.

Terminata questa fase molto stressante, dunque, i capelli tendono a ritornare autonomamente alle loro normali condizioni. Eppure, è possibile comunque intervenire per limitare al minimo indispensabile la caduta dei capelli successivamente alla gravidanza. Questo per mettersi al riparo da ulteriori cadute di quei capelli fragili ma ancora collegati ai follicoli piliferi.

Come fare? intanto scegliendo dei detergenti e shampoo molto delicati, dunque evitando di comprare i prodotti industriali. I capelli vanno poi preservati lasciando stare strumenti come le piastre riscaldanti, che possono facilmente spingere gli steli alla caduta per via dello stress. Potete dare una mano alla ricrescita e alla qualità de capelli tramite i prodotti che vi abbiamo segnalato qui.

Stress che può essere portato anche dall’asciugatura dei filamenti: mai farlo con la frizione dell’asciugamano, ma tamponandoli in maniera dolce.

Altre precauzioni per evitare la caduta dei capelli

Perdita capelli e allattamento: esistono altre precauzioni da prendere per evitare che ciò succeda? Assolutamente. In questo caso, infatti, anche il phon ha un ruolo molto importante: questo non significa che non può essere usato, ma che deve essere messo in condizione di non arrecare danni ai capelli. Come usare il phon in modo corretto? Portandolo a non meno di 10 centimetri dalla capigliatura.

Infine, il cuoio capelluto ha bisogno di aria, e i capelli post-partum sono particolarmente sensibili alle capigliature eccessivamente costringenti. Mai ricorrere a trecce, chignon o code di cavallo in questo periodo. Va comunque detto che la perdita dei capelli in allattamento potrebbe farsi più massiccia del normale.

In questa circostanza, l’intervento del tricologo e del dermatologo appare necessario per ottenere risposte valide, e possibilmente delle cure specifiche.

La Finasteride è efficace nelle donne?

finasteride efficace nelle donneLa finasteride è un farmaco che normalmente viene utilizzato per combattere una patologia che colpisce la ghiandola prostatica, nota comunemente come Hyperplasia Prostatica Benigna (BPH): generalmente, per ottenere risultati, la finasteride viene assunta insieme ad altri farmaci che ne potenziano gli effetti.

Tuttavia, la finasteride è anche un farmaco noto per inibire il DHT, ovvero il Dihydrotestosterone: una sostanza chimica responsabile della caduta dei capelli sia per quanto concerne l’alopecia androgenetica, sia per la sua forma femminile.

Poiché gli uomini posseggono una maggiore quantità di DHT nell’organismo rispetto alle donne, la finasteride viene comunemente utilizzata soprattutto nei casi di alopecia maschile. Ma la domanda sorge spontanea: questo farmaco funziona bene anche contro la caduta dei capelli nelle donne?

Esistono differenze fra l’alopecia androgenetica e quella femminile?

Un primo elemento da considerare è il seguente: l’alopecia maschile e l’alopecia femminile dipendono dalle stesse cause? Se sì, è possibile che la finasteride possa risultare ugualmente utile in entrambi i casi?

Purtroppo, alla prima domanda la risposta è negativa: l’alopecia androgenetica ha dei sintomi e delle cause spesso molto diversi dall’alopecia femminile, ed i capelli stessi cadono in zone diverse.

Gli uomini che sperimentano questa condizione, infatti, perdono i capelli a partire dalle tempie: al contrario delle donne, che tendono a perderli dalla zona centrale della testa. E il DHT? Se da un lato è chiaro che influisce pesantemente nella calvizie maschile, dall’altro è ancora da dimostrare che lo stesso avvenga per la calvizie femminile. Nonostante tutto, però, alcune donne sono state oggetto di trattamenti a base di DHT-bloccanti.

La Finasteride come trattamento per la calvizie femminile

La finasteride è già stata testata come farmaco anti-calvizie per le donne, durante uno studio clinico che ha coinvolto un gruppo di donne dai 41 ai 60 anni, dunque in menopausa.

Quali sono stati i risultati?

In realtà il test non si è rivelato migliore rispetto ad altri trattamenti, nonostante il fatto che in 12 mesi – usando la finasteride – il livello di DHT nelle donne fosse stato ampiamente ridotto. Secondo alcuni scienziati, la finasteride si è rivelata inefficace per via dell’età delle donne e per la loro condizione ormonale dovuta alla menopausa.

Nonostante tutto, alcuni risultati positivi sono stati comunque registrati, aumentando però i dosaggi in mg di finasteride: nello specifico, è stata notato un aumento del volume e della densità dei capelli.

I suddetti risultati, purtroppo, non sono sufficienti per giustificare l’utilizzo massiccio di un farmaco come la finasteride, anche perché non tutte le donne hanno registrato questi effetti positivi.

Conclusioni

Volendo trarre delle conclusioni, dai test effettuati nelle donne con i farmaci a base di finasteride sono stati effettivamente riscontrati dei risultati significativi, anche se in misura inferiore nelle donne in menopausa. Ma va anche detto che ci sono dei soggetti che non reagiscono positivamente alla finasteride, con risultati poco chiari e controversi.

Questo pone delle difficoltà nell’individuare le tipologie di donne che potrebbero ottenere vantaggi dall’uso della finasteride, e comunque i dosaggi appaiono troppo elevati anche in virtù dei risultati potenziali, dato che questi trattamenti richiedono circa 6 mesi.

Per altre informazioni più approfondite leggi il nostro articolo sulla caduta dei capelli nelle donne.