Profolilca Integratore Capelli

profolica integratore capelli

Alopecia e calvizie sono diventati un problema che costringe il 60% degli esseri umani a contare quanti capelli rimangono sul pettine ogni mattina. Le soluzioni, almeno per arginare il problema, ci sono ma bisogna destreggiarsi tra una selva di prodotti e cercare di capire qual è quello giusto.

Se il laser per capelli ti preoccupa, se il trapianto non ti sembra la soluzione più adatta, se anche la chimica farmaceutica non ti entusiasma, mentre ti affideresti volentieri alla natura e alle sue difese, allora è tra gli integratori alimentari che devi cercare la soluzione al tuo problema. Ovviamente integratori naturali come Profollica integratore capelli.

Cos’è Profollica integratore capelli?

Profollica integratore capelli è innanzitutto un integratore per capelli alimentare naturale confezionato in capsule e disponibile anche in fiale per capelli . La sua formula è stata studiata per combattere alopecia e calvizie, anche se ti sembrano giunte ad uno stadio irreversibile.

Gli elementi di cui è composta la sua formula hanno come obiettivo una drastica riduzione del DHT, il diidrotestosterone, considerato ormai la causa principale della caduta dei capelli negli uomini.

L’intervento radicale di Profollica integratore capelli infatti aiuta tutta la superficie del cuoio capelluto a rigenerarsi e a rifiorire, restituendo una chioma folta e sana.

Azione interna con elementi naturali

La decisione di usare solo elementi di origine naturale identifica Profollica integratore capelli come un prodotto assolutamente privo di effetti collaterali sulla salute di chi lo prende. E grazie alla assunzione di appena due capsule al giorno ne fa una soluzione realmente efficace rispetto alla calvizie maschile.

La sua azione infatti si sviluppa dall’interno agendo come alimento inibitore dello sviluppo del DHT colpevole di soffocare il bulbo pilifero. Un alimento che è composto da aminoacidi, vitamine e sali assolutamente naturali e per questo non invasivi per l’organismo.

Come funziona Profollica integratore capelli?

Profollica integratore capelli colpisce il male alla radice aggredendo il DHT. Per farlo mette in campo molti elementi naturali, tutte le vitamine che inibiscono il diidrotestosterone, e gli aminoacidi più attivi nel campo. In tutto 30 componenti che fanno del Profollica integratore capelli un vero killer del DHT. Vediamo alcuni elementi tra i più efficaci.

Gli elementi del Profollica integratore capelli

Niacina: conosciuta come vitamina PP, la niacina è un vasodilatatore naturale. Scoperta durante la ricerca delle cause scatenanti delle malattie della pelle, tra cui la Pellagra, risulta una vitamina fondamentale nell’alimentazione umana. È presente in abbondanza nel lievito di birra, ottenuto grazie alla Cerevisia (un fungo unicellulare) e nei chicchi d’uva, e collabora alla fermentazione degli alimenti.

L-Phenylalanine: è un aminoacido che agisce sulla Melanina, ossia stabilisce la pigmentazione della pelle e, di conseguenza, dei capelli. È una struttura complessa codificata direttamente nel DNA come proteina. Ha effetti analgesici ed è in grado di gestire stati di media depressione. La si trova presente nel latte, nelle uova e nella soia ed è in grado di guarire la pelle dalla vitiligine.

Acido folico: conosciuto come Folacina o vitamina B9, è da considerarsi una base indispensabile per sviluppare l’attività terapeutica dei farmaci.

Quindi interviene in tutte le sintesi chimiche a cura del DNA, compresa la riparazione delle cellule danneggiate o la loro proliferazione veloce in casi di emergenza terapeutica, come tagli e traumi. Ne sono ricchi le arance, i kiwi, i cereali, i legumi e il lievito di birra. Protegge l’attività cerebrale.

L-Lysine: è un aminoacido che unito alla vitamina C crea una sostanza, la L-Carnitina che migliora l’ossigenazione dei tessuti muscolari e quindi ne aumenta la potenza. La sua azione, sempre combinata alla vitamina C, aiuta la ricostruzione dei tessuti connettivi. La sua presenza nei capelli insieme alla cisteina è fondamentale e la pone tra i ritrovati più validi per la cura della alopecia.

Caduta dei Capelli e Allattamento Cosa fare?

caduta capelli durante gravidanza

Perdita capelli e allattamento sono due elementi che vanno spesso a braccetto. Questo avviene per via degli sbalzi ormonali tipici della gravidanza. I suddetti sono indispensabili per il corpo, per affrontare questa fase così importante e delicata, ma possono poi avere delle pesanti conseguenze non solo sulla cute, ma anche sui capelli.

In base al periodo, infatti, gli ormoni – e specialmente gli estrogeni – possono portare vantaggi e svantaggi alla chioma.

La caduta dei capelli nelle donne in allattamento è una conseguenza del tutto naturale, considerando l’alterazione degli ormoni presenti all’interno dell’organismo.

Gli estrogeni, infatti, durante il periodo della gravidanza conoscono il loro picco massimo: oltre a rendere molto sensibili le donne, questi ormoni hanno degli effetti non solo sull’umore, ma anche sul fisico. E nello specifico contribuiscono in modo determinante a rendere la chioma splendida, folta e in perfetta salute.

È per questa ragione che le donne in dolce attesa appaiono bellissime: la pelle e i capelli, infatti, tendono a risplendere di luce propria. Ma questo ha il suo prezzo: un prezzo da scontare immediatamente dopo il parto. Il periodo dell’allattamento, infatti, viene accompagnato da un drastico calo degli estrogeni: questo calo inficia sul benessere degli steli, rendendoli fragili e soggetti a caduta.

Perdita capelli e allattamento: il ruolo degli estrogeni

Gli estrogeni svolgono un ruolo importantissimo in gravidanza, e portano diversi vantaggi anche alla cute e alla capigliatura: questo perché, durante questa fase, agiscono prolungando la fase di crescita dei capelli, nota anche come Effluvio Anagen.

Poi, però, successivamente al parto tendono a calare in modo drastico, ritornando ai livelli prima del parto: questo calo massiccio di estrogeni ha un peso molto ampio sui capelli, che si trovano all’improvviso soggetti a ricadute. Gli steli tendono infatti ad indebolirsi: una condizione che li porta a spezzarsi e a cadere con grande facilità.

Per controbilanciare il prolungamento dell’Anagen durante la gravidanza, il corpo reagisce velocizzando la fase dell’Effluvio Telogen nell’allattamento, ovvero il momento durante il quale i vecchi capelli cadono per far spazio a quelli nuovi. È una situazione del tutto naturale, dunque.

Caduta dei capelli durante l’allattamento: cosa fare?

In realtà non è necessario intervenire in alcun modo per la perdita dei capelli in allattamento. È il corpo che agirà da sé, riportando i capelli in una situazione di normalità nel giro di circa 8-10 mesi.

Terminata questa fase molto stressante, dunque, i capelli tendono a ritornare autonomamente alle loro normali condizioni. Eppure, è possibile comunque intervenire per limitare al minimo indispensabile la caduta dei capelli successivamente alla gravidanza. Questo per mettersi al riparo da ulteriori cadute di quei capelli fragili ma ancora collegati ai follicoli piliferi.

Come fare? intanto scegliendo dei detergenti e shampoo molto delicati, dunque evitando di comprare i prodotti industriali. I capelli vanno poi preservati lasciando stare strumenti come le piastre riscaldanti, che possono facilmente spingere gli steli alla caduta per via dello stress. Potete dare una mano alla ricrescita e alla qualità de capelli tramite i prodotti che vi abbiamo segnalato qui.

Stress che può essere portato anche dall’asciugatura dei filamenti: mai farlo con la frizione dell’asciugamano, ma tamponandoli in maniera dolce.

Altre precauzioni per evitare la caduta dei capelli

Perdita capelli e allattamento: esistono altre precauzioni da prendere per evitare che ciò succeda? Assolutamente. In questo caso, infatti, anche il phon ha un ruolo molto importante: questo non significa che non può essere usato, ma che deve essere messo in condizione di non arrecare danni ai capelli. Come usare il phon in modo corretto? Portandolo a non meno di 10 centimetri dalla capigliatura.

Infine, il cuoio capelluto ha bisogno di aria, e i capelli post-partum sono particolarmente sensibili alle capigliature eccessivamente costringenti. Mai ricorrere a trecce, chignon o code di cavallo in questo periodo. Va comunque detto che la perdita dei capelli in allattamento potrebbe farsi più massiccia del normale.

In questa circostanza, l’intervento del tricologo e del dermatologo appare necessario per ottenere risposte valide, e possibilmente delle cure specifiche.

Come Far Ricrescere I Capelli? Le soluzioni Reali

Come Far Ricrescere I Capelli? Le soluzioni Reali

Una domanda che si pongono sia uomini che donne, anche se spesso per motivi diversi. Purtroppo, il ciclo di vita del capello non è una situazione controllabile a priori: questo perché alle volte la responsabile della caduta dei capelli è Madre Natura.

In altri casi, però, è possibile intervenire per rivitalizzare i follicoli piliferi e per consentire ai capelli di riconquistare la salute perduta.

Come far ricrescere quindi una folta chioma?

Come Far Ricrescere I Capelli

Intanto scoprendo quali sono le cause che hanno portato alla loro caduta. Cause che possono essere sia psicologiche che organiche.

Lo stress è una componente che potrebbe accentuare la perdita dei capelli o il peggioramento della loro qualità.

Ma anche le malattie cutanee come la psoriasi e la dermatite seborroica (o atopica) possono portare la tua chioma ad assottigliarsi: e la debolezza del capello, è sempre il primo step che successivamente porta alla sua caduta.

Non solo: esistono anche altre patologie che potrebbero mettere a rischio il benessere dei tuoi capelli. Le malattie del fegato, ad esempio, possono avere un impatto molto forte e dunque risultare determinanti ai fini dell’alopecia.

Prima di intervenire, quindi, assicurati di aver colto la causa responsabile della caduta dei capelli: consulta un dermatologo (non un tricologo) esperto, e vedi qual è il responso della visita.

Cosa usare per far ricrescere i capelli persi? i farmaci

Se le cause della caduta dei capelli non dipendono da malattie organiche, ma da una propensione genetica alla calvizie androgenetica puoi intervenire ricorrendo a farmaci specifici come ad esempio il Minoxidil.

Questo prodotto, infatti, favorisce la ricrescita dei fusti e il loro inspessimento, in modo tale da contrastare l’alopecia e da far riattivare i follicoli piliferi dormienti.

Trattandosi comunque di un farmaco, il suddetto prodotto – pur essendo particolarmente efficace – possiede alcuni effetti collaterali che presuppongono sempre una grande fase di attenzione. Il Minoxidil puro, infatti, può essere comprato solo se hai la ricetta di un medico: in alternativa, quello galenico è vendibile liberamente, in quanto possiede dei dosaggi sotto il livello di guardia.

finasteride propecia

Puoi anche pensare di assumere la finasteride prodotto di sintesi nato per combattere l’ IPB ingrossamento della postata benigno e che si è dimostrato efficace contro la calvizie androgenetica ma con degli effetti collaterali non piacevoli sulla sfera sessuale (non in tutti i casi ovviamente).

Far ricrescere i capelli con altri prodotti specifici

I farmaci non sono certamente l’unica soluzione che hai, se il tuo scopo è capire come far ricrescere i capelli. Anche le lozioni anticaduta , gli shampoo e integratori per capelli i prodotti Laser per capelli, sono un ottimo sistema per ottenere questo risultato, anche se meno efficaci rispetto ai farmaci. Ma procediamo con ordine, partendo dalle lozioni: le suddette fialette, facilmente reperibili in commercio, vanno applicate subito dopo la doccia, con i capelli ancora umidi.

Queste possono avere diversi scopi, fra i quali la riparazione del tessuto cutaneo, la regolazione del pH del cuoio capelluto, oppure il nutrimento dei capelli per vie esterne e tramite applicazioni topiche. Non sempre sono efficaci, soprattutto quando è presente una patologia cutanea come la dermatite seborroica.

E richiedono pazienza, perché i primi risultati sono visibili solo dopo diverse settimane. Gli shampoo anticaduta, invece, hanno il preciso scopo di idratare, di riparare e di nutrire i fusti senza causare irritazioni cutanee. O peggiorare quelle già esistenti. Gli integratori se hanno una buona composizione possono essere un valido aiuto.

Alimentazione e integratori per la caduta dei capelli

Come far ricrescere i capelli, mangiando sano o facendo uso di integratori specifici? Una domanda che dovrai farti, se vorrai risolvere i problemi di calvizie. Il motivo è molto semplice: la salute dei fusti dipende per prima cosa dalle sostanze che, tramite la digestione, passano ai capelli attraversando i follicoli piliferi.

I nutrimenti migliori, infatti, sono quelli che giungono alla chioma per vie interne. Mangiare frutta e verdura, per esempio, ti aiuterà a favorire la ricrescita dei capelli: merito di elementi come i minerali, gli antiossidanti e le vitamine. Anche gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 servono per rafforzare il cuoio capelluto e i fusti.

E poi, gli integratori. Si tratta di mix diversi di queste e altre sostanze naturali: i suddetti si rivelano particolarmente utili sia in caso di intolleranze alimentari, sia quando decidi di arricchire la tua dieta.

Tricodinia: Sintomi, Cause E Rimedi

tricodinia rimedi e cause

La tricodinia è un disturbo che colpisce il cuoio capelluto, e nello specifico le radici dei capelli. La particolarità che lo contraddistingue da forme infiammatorie come le dermatiti, è la totale assenza di sintomi come irritazioni o altro: questa forma di allodinia, infatti, porta un dolore generalizzato alla testa, che può presentarsi quando la si tocca o quando si accarezzano i capelli, o senza alcun intervento.

Va poi specificato che la tricodinia non presenta apparenti correlazioni con fattori esterni, dunque può presentarsi in forma casuale o cronicizzarsi nel tempo, causando ovviamente fastidi molto superiori. Ma la tricodinia è legata necessariamente ad un’irritazione del cuoio capelluto?

No, dato che può sì presentarsi insieme a prurito e bruciore, ma queste due conseguenze non sono necessariamente legate alla tricodinia. Vediamo quindi di scoprirne i sintomi, le cause ed i rimedi.

E i sintomi della tricodinia?

I sintomi più frequenti legati alla tricodinia sono un dolore generalizzato sul cuoio capelluto, ed una sensazione che può portare anche a diverse forme di bruciori o pruriti: ad ogni modo, grattarsi non porta alcun beneficio nell’immediato, e anzi può causare altre forme patologiche come le irritazioni e le dermatiti.

Ma qual è il meccanismo che porta questa infiammazione delle radici dei capelli? Tutto parte dai nocicettori che, se stimolati, aumentano la percezione del dolore tramite il neurotrasmettitore noto come neuropeptide: la suddetta stimolazione può avvenire per via di fattori esterni o interni al corpo, sviluppando poi una vera e propria patologia infiammatoria dei follicoli piliferi.

Essendo una malattia molto particolare, si consiglia sempre di fissare un incontro con un medico alla comparsa dei primi dolori al cuoio capelluto, in quanto a lungo andare la tricodinia può anche causare la caduta dei capelli e l’alopecia da tricotillomania.

Quali sono le cause di questo problema

La tricodinia è uno dei disturbi del cuoio capelluto che appaiono più complessi da studiare. Di conseguenza, investigarne le cause può risultare altrettanto difficile: se da un lato il meccanismo chimico che colpisce i nocicettori e che porta alla tricodinia è abbastanza chiaro, al contrario non è facile comprendere cosa innesca la suddetta reazione.

Va però sottolineato che nella maggioranza dei casi, il dolore localizzato sulla testa emerge soprattutto nei soggetti ansiogeni o stressati: dunque la tricodinia potrebbe dipendere anche da quella forma di disturbo nota come alopecia da stress.

Ma la tricodinia può anche essere non la causa, ma la conseguenza di dermatiti come ad esempio quella seborroica, dunque essere causata dalla produzione di sebo in eccesso, dalla pelle grassa e manifestarsi insieme ad altri sintomi come la forfora. Occorre sottolineare ancora una volta la necessità di intervenire il prima possibile, dato che la tricodinia può portare al diradamento dei capelli e alla calvizie.

Quali sono i rimedi per la tricodinia?

Essendo spesso legata alla produzione di sebo in eccesso, curare la tricodinia significa innanzitutto curare le seborree e le dermatiti ad esse legate. E lo stesso dicasi nel caso dovesse dipendere dall’alopecia da stress.

Spesso e volentieri, sarà lo stesso tricologo a consigliare una serie di trattamenti finalizzati alla pulizia e all’igienizzazione del cuoio capelluto, tramite prodotti detergenti appositi con lo scopo di eliminare qualsiasi batterio responsabile di questo dolore acuto ai capelli.

Anche i trattamenti laser ed i trattamenti con raggi a frequenze alte possono portare degli ottimi risultati contro la tricodinia. Infine, i massaggi al cuoio capelluto favoriscono l’attivazione dei follicoli e della muscolatura del cranio, cosa che porta immediato sollievo al dolore.

La Finasteride è efficace nelle donne?

finasteride efficace nelle donneLa finasteride è un farmaco che normalmente viene utilizzato per combattere una patologia che colpisce la ghiandola prostatica, nota comunemente come Hyperplasia Prostatica Benigna (BPH): generalmente, per ottenere risultati, la finasteride viene assunta insieme ad altri farmaci che ne potenziano gli effetti.

Tuttavia, la finasteride è anche un farmaco noto per inibire il DHT, ovvero il Dihydrotestosterone: una sostanza chimica responsabile della caduta dei capelli sia per quanto concerne l’alopecia androgenetica, sia per la sua forma femminile.

Poiché gli uomini posseggono una maggiore quantità di DHT nell’organismo rispetto alle donne, la finasteride viene comunemente utilizzata soprattutto nei casi di alopecia maschile. Ma la domanda sorge spontanea: questo farmaco funziona bene anche contro la caduta dei capelli nelle donne?

Esistono differenze fra l’alopecia androgenetica e quella femminile?

Un primo elemento da considerare è il seguente: l’alopecia maschile e l’alopecia femminile dipendono dalle stesse cause? Se sì, è possibile che la finasteride possa risultare ugualmente utile in entrambi i casi?

Purtroppo, alla prima domanda la risposta è negativa: l’alopecia androgenetica ha dei sintomi e delle cause spesso molto diversi dall’alopecia femminile, ed i capelli stessi cadono in zone diverse.

Gli uomini che sperimentano questa condizione, infatti, perdono i capelli a partire dalle tempie: al contrario delle donne, che tendono a perderli dalla zona centrale della testa. E il DHT? Se da un lato è chiaro che influisce pesantemente nella calvizie maschile, dall’altro è ancora da dimostrare che lo stesso avvenga per la calvizie femminile. Nonostante tutto, però, alcune donne sono state oggetto di trattamenti a base di DHT-bloccanti.

La Finasteride come trattamento per la calvizie femminile

La finasteride è già stata testata come farmaco anti-calvizie per le donne, durante uno studio clinico che ha coinvolto un gruppo di donne dai 41 ai 60 anni, dunque in menopausa.

Quali sono stati i risultati?

In realtà il test non si è rivelato migliore rispetto ad altri trattamenti, nonostante il fatto che in 12 mesi – usando la finasteride – il livello di DHT nelle donne fosse stato ampiamente ridotto. Secondo alcuni scienziati, la finasteride si è rivelata inefficace per via dell’età delle donne e per la loro condizione ormonale dovuta alla menopausa.

Nonostante tutto, alcuni risultati positivi sono stati comunque registrati, aumentando però i dosaggi in mg di finasteride: nello specifico, è stata notato un aumento del volume e della densità dei capelli.

I suddetti risultati, purtroppo, non sono sufficienti per giustificare l’utilizzo massiccio di un farmaco come la finasteride, anche perché non tutte le donne hanno registrato questi effetti positivi.

Conclusioni

Volendo trarre delle conclusioni, dai test effettuati nelle donne con i farmaci a base di finasteride sono stati effettivamente riscontrati dei risultati significativi, anche se in misura inferiore nelle donne in menopausa. Ma va anche detto che ci sono dei soggetti che non reagiscono positivamente alla finasteride, con risultati poco chiari e controversi.

Questo pone delle difficoltà nell’individuare le tipologie di donne che potrebbero ottenere vantaggi dall’uso della finasteride, e comunque i dosaggi appaiono troppo elevati anche in virtù dei risultati potenziali, dato che questi trattamenti richiedono circa 6 mesi.

Per altre informazioni più approfondite leggi il nostro articolo sulla caduta dei capelli nelle donne.

Hair Plug VS Trapianto Di Capelli

I capelli sono importantissimi per la salute psicologica di un uomo, dunque non c’è cosa peggiore che cominciare a perderli, soprattutto in giovane età se si viene colpiti da alopecia androgenetica. Ed ecco che una delle prime cose che viene in mente è: posso risolvere la mia situazione con un trapianto di capelli? E quali tecniche di trapianto posso richiedere? Ecco perché oggi vedremo quale tecnica risulta essere migliore fra Hair Plug e trapianto di capelli puro.

Cos’è l’Hair Plug?

hair plugs

La tecnica di hair plug ha rappresentato per decenni una delle più utilizzate nel campo del trapianto dei capelli, e anche una delle più sicure. Ma in cosa consiste? L’hair plug altro non è che la rimozione di una porzione di cuoio capelluto da una zona sana della testa (spesso in corrispondenza della nuca) ed il suo successivo trapianto laddove la calvizie ha cominciato a manifestare tutte le sue conseguenze.

In questo modo, è possibile rimodellare l’attaccatura dei capelli sostituendo i follicoli piliferi morti con quelli sani e attivi, installandoli all’interno dei bulbi. Fatto questo, basta attendere che la natura faccia il suo corso, facendo crescere i nuovi capelli sulle zone prima affette da calvizie. Ovviamente, la suddetta tecnica dev’essere effettuata da un chirurgo specializzato.

Leggi anche : Capire il trapianto di capelli: Quanto costa? Cosa aspettarsi. Ne vale la pena?

Quali tecniche di Hair Plug esistono?

Esistono diverse tecniche di hair plug, che sostanzialmente dipendono dalla quantità di capelli trapiantati. Si va dal mini-grafts (da 2 a 4 peli) fino ad arrivare al punch grafts, con trapianti per gruppi di 15 capelli. In mezzo, poi, si trovano altre procedure di hair plug come il micro-grafts (1 solo pelo), lo slit grafts (innesto del capello tramite singola incisione) e lo strip grafts, che invece prevede il trapianto di un’intera porzione di cuoio capelluto (che in genere ospita circa 40 capelli).

Cos’è il trapianto di capelli?

trapianto dei capelli

Il trapianto di capelli è molto simile all’hair plug, dato che anche in questo caso viene ricollocata una certa porzione di cuoio capelluto in un’altra zona della testa. Ma le procedure sono molto più complesse e invasive, considerando che il trapianto vero e proprio necessita di diversi tentativi prima di andare a buon fine.

Ma come funziona? innanzitutto, il medico pulisce il cuoio capelluto e successivamente inietta un farmaco anestetizzante alla base della testa, che avrà il compito di intorpidire la cute del capo. In seguito, il medico deciderà se estrarre i follicoli singolarmente o se effettuare una estrazione a strip (ovvero a zona) dal retro della testa. La suddetta verrà poi impiantata sulla cute senza capelli, foro dopo foro.

Come ti abbiamo già detto, si tratta di un’operazione chirurgica complessa che può durare anche fino ad 8 ore di intervento. E poi dovrai quasi sicuramente sottoporti di nuovo al trapianto.

Hair Plug o trapianto: qual è la soluzione migliore?

risultati trapianto

Il trapianto di capelli puro garantisce dei risultati visivamente più naturali e durevoli, rispetto all’hair plug, ma se il chirurgo è bravo, anche l’hair plug dà dei risultati molto verosimili, anche se ovviamente non allo stesso livello. Di contro, l’hair plug è più veloce e meno costoso del trapianto. Ed è anche meno doloroso, non essendo poi tanto invasivo. Ad ogni modo, devi sempre richiedere il parere di un medico esperto, e scegliere anche in base ai suoi consigli.