Olio di semi di zucca: un valido rimedio per combattere l’alopecia?

Olio di semi di zucca: un valido rimedio per combattere l’alopecia?

Conosciuti nel mondo del benessere per la sue proprietà emollienti e per l’azione benefica contro le infiammazioni, i semi di zucca sono un validissimo alleato per curare e prevenire uno dei disturbi che interessa il popolo maschile: l’alopecia e la caduta naturale dei capelli.

Questa guida raccoglie tutte le informazioni più utili ed interessanti sui risultati validati dagli studi e dalle ricerche scientifiche che sono state condotte sull’olio di semi di zucca e sulla sua efficacia per combattere l’alopecia.

Curare l’alopecia con olio semi di zucca: i risultati della ricerca scientifica

Che cos’è l’olio di semi di zucca? Si tratta di una sostanza oleosa ricca e nutriente che viene estratta dai semi di zucca e vanta notissime e preziose proprietà curative conosciute dal lontano XVII secolo, quando fu prodotto per la prima volta in Austria.

Si pensi che in paesi come l’Austria, la Germania e la Romania, l’olio estratto dai semi di zucca è utilizzato quotidianamente per preparare piatti di ogni genere (carne, pesce, ortaggi, dolci) e per condire insalate, minestre e zuppe.

Questo prodotto genuino, ricco e denso vanta la tutela dall’Unione Europea attraverso il marchio IGP, Indicazione Geografica Protetta e costituisce una fonte di business davvero unica per i paesi produttori.

Mediante la spremitura a freddo, dai semi di zucca è possibile estrarre un olio ricco di nutrienti e di proprietà uniche e preziose che lo rendono un ottimo alleato della salute e un valido rimedio naturale impiegato nella fitoterapia.

I ricercatori ritengono che i fitosteroli, un gruppo di composti steroidei simili al colesterolo, sono in grado di bloccare definitivamente l’azione della 5-alfa reduttasi e di avere effetti anti androgenici sui topi di laboratorio.

Lo studio randomizzato è stato pubblicato nel 2014 e ha avuto come oggetto di ricerca quello di valutare l’efficacia dell’utilizzo dell’olio di semi di zucca per trattare la crescita dei capelli nei pazienti maschi affetti da alopecia androgenetica.

I ricercatori coreani hanno analizzato un campione di 74 persone: dei 90 soggetti scelti in fase preliminare, 16 sono stati esclusi a causa degli elevati livelli di enzimi epatici. Tutti i pazienti sottoposti al trattamento accusavano problemi di alopecia androgenica (calvizie maschile).

L’analisi dei capelli mediante fototricografia è stata eseguita da un tecnico che, dopo 24 settimane di trattamento, ha valutato il gruppo di pazienti constatando un evidente miglioramento del +40%.

L’olio di semi di zucca è in grado di inibire la 5-alfa reduttasi, un enzima che converte il testosterone in DHT, l’ormone maschile che causa la perdita dei capelli.

Le sostanze contenute nell’olio estratto dai semi di zucca sono preziosissime: zinco, ferro, omega-3, magnesio, vitamine del gruppo B, fitosteroli e carotenoidi riducono gli effetti negativi cagionati dalla trasformazione del testosterone in DHT, tra cui l’alopecia e l’ipertrofia prostatica.

Fitosteroli, acidi grassi, flavonoidi, carotenoidi e polisaccaridi aiutano a bloccare definitivamente l’azione dell’enzima 5alfa-reduttasi di tipo II, responsabile della comparsa del fenomeno delle calvizie.

Grazie a questo interessante studio scientifico i ricercatori sono pervenuti alla conclusione che l’olio di semi di zucca ha gli stessi effetti della finasteride e della propecia.

Per quanto concerne le possibili controindicazioni derivanti dal trattamento con olio di semi di zucca, i ricercatori coreani hanno confermato che la maggior parte dei pazienti non ha evidenziato alcun disturbo.

Solo un paziente del gruppo ha accusato problemi di prurito e di dolori addominali; inoltre, il livello di creatinina e di testosterone sono rimasti invariati per tutti i pazienti del campione oggetto di studio.

Perché non sono stati svolti altri studi scientifici sull’ olido di semi di zucca?

Dopo questa ricerca scientifica pubblicata nel 2014, non sono stati svolti ulteriori studi per due principali motivazioni: una di natura economica e l’altra per l’eccesso di tempo necessario per svolgere studi medici empirici.

Lo studio coreano pubblicato nel 2014 ha rivelato che il campione di pazienti non è stato trattato solo ed esclusivamente con integratori di olio di semi di zucca puro, ma con integratori composti da diversi ingredienti naturali.

L’Octa Sabal Plus® contiene olio di semi di zucca, ma anche altri ingredienti preziosi: erbe miste, trifoglio rosso, pomodoro, amido di mais e polvere di primula.

In effetti, anche la polvere di primula ha effetti benefici nel contrastare la perdita dei capelli: ciò ha sollevato non pochi dubbi su quale sia stato l’ingrediente principale a decretare definitivamente il successo del trattamento.

Ad oggi rimane un dubbio se l’alopecia sia stata curata grazie all’assunzione dell’olio di semi di zucca e/o al potere della primula? Inoltre, quale ruolo hanno avuto gli altri ingredienti? Nonostante i dubbi, un articolo della ricerca scientifica pubblicata quattro anni fa mette in evidenzia che l’olio estratto dai semi di zucca è considerato l’ingrediente responsabile del successo raggiunto.

Sebbene, non siano stati svolte ulteriori ricerche, si può concludere che grazie a questo studio coreano l’olio di semi di zucca è un trattamento naturale potente ed efficace nel medio-lungo termine.

Gli effetti benefici derivanti dal trattamento con l’olio di semi di zucca possono essere intensificati e potenziati ulteriormente con la combinazione di minoxidil e di olio di rosmarino. Un consiglio utile è quello di rivolgersi ad un tricologo di fiducia prima di combinare l’assunzione della propecia o finasteride con olio di semi di zucca.

Olio di semi di zucca: Utili consigli degli esperti

L’olio di semi di zucca è una soluzione benefica per combattere l’alopecia, ma è anche un rimedio naturale utile per assicurare la salute della prostata, rafforzare il sistema immunitario, per alleviare i disturbi associati alla menopausa e per preservare la salute del cuore.

Ad oggi sono pochi i tricologi e i dermatologi che consigliano ai pazienti affetti da alopecia di sottoporsi ad un trattamento a base di integratori contenenti olio di semi di zucca.

Gli specialisti tendono a prescrivere ai propri pazienti rimedi farmacologici i cui effetti e risultati sono validati dalla comunità scientifica: la finasteride e il minoxidil sono considerati gli unici rimedi efficaci per contrastare la perdita dei capelli.

Spazzola Laser Per Capelli: 7 cose da sapere

Spazzola Laser Per Capelli: 7 cose da sapere

La spazzola laser può essere acquistato ed utilizzato ai fini terapeutici per combattere l’alopecia maschile. Infatti, dai risultati convalidati da diverse ricerche scientifiche, è stato constatato che la laserterapia utilizza le onde energetiche per agire in profondità sul cuoio capelluto. Ciò consente di normalizzare le anomalie e i disturbi legati alla caduta naturale dei capelli.

Pettine Laser: Guida all’utilizzo e risultati delle ricercha tricologicha

Problemi di alopecia e di disturbi legati alla perdita dei capelli? Una delle possibilità  per combattere il diradamento dei capelli è la laserterapia che consente di fornire ai tessuti epiteliali ed al cuoio capelluto la giusta dose di energia  per ottenere effetti terapeutici immediati.

In particolare, la laserterapia ha effetto vasodilatatore sul microcircolo, è biostimolante e rigenerativa su tessuti connettivi. Ecco le 7 cose che si dovrebbe conoscere prima di acquistare un pettine laser.

  1. La Laserterapia è efficace e aiuta a rallentare la perdita dei capelli

Diversi studi scientifici hanno validato la tesi che la terapia laser aiuta a rallentare l’alopecia e la caduta dei capelli: fin dagli anni Sessanta gli studiosi e i ricercatori hanno condotti diversi studi scientifici sui topi di laboratorio.

Interessante è lo studio condotto dal Professor Endre Mester: il ricercatore ha scoperto che l’uso del laser sui topi non ha alcun effetto cancerogeno e mutageno sulla salute dell’organismo. Inoltre, stimola la crescita dei  peli (e quindi dei capeli) nel tempo.

Recenti ricerche scientifiche hanno riconfermato le scoperte ed i test di laboratorio eseguiti da Mester. Nel 2009 i ricercatori hanno concluso che i prodotti come caschi e spazzole basate sul laser, uno dei primi dispositivi laser venduti per contrastare la caduta dei capelli, sono un trattamento molto efficace che aiuta a combattere definitivamente la calvizie maschile.

Inoltre, i risultati della ricerca scientifica hanno confermato che l’aumento della densità dei capelli è indipendente dall’età, dal sesso del paziente e dal modello del laser utilizzato.

La maggioranza dei soggetti trattati con Lasercomb ha riportato un netto miglioramento dello spessore e della pienezza dei capelli rispetto ai soggetti trattati con sham. Inoltre, ​​alcun paziente che ha subito un trattamento con pettine laser ha mostrato effetti collaterali dannosi.

Un altro studio condotto nel 2014 su un campione di 128 pazienti maschi e 141 femmine ha confermato i risultati della ricerca scientifica precedente.

Nella fotografia sotto riportata è possibile visionare il netto miglioramento dopo il trattamento con laserterapia.

spazzola laser capelli

Grazie all’utilizzo del pettine laser le microvibrazioni con effetto massaggio stimolano il flusso sanguigno del cuoio capelluto e migliorano la salute del capello. In questo modo i nutrienti penetrano meglio nel cuoio capelluto e la struttura del capello appare maggiormente rinforzata.

  1. Non tutti i tricologi sono convinti dell’efficacia della laserterapia

Sono diversi i tricologi che non condividono i risultati dei test condotti in laboratorio sui topi. Tra i più autorevoli studiosi, il Dottor Rassman di BaldingBlog, pioniere del trapianto di capelli, conferma che dopo aver eseguito diversi trattamenti con il pettine laser, alla fine non ha constatato grandi miglioramento.

Anche il suo collega il Dottor Jae Pak ha convalidato la tesi di Rassman e ritiene che la terapia laser sia parzialmente efficace.

La Dottoressa Jennifer Ahdout, celebre Dermatologa di Beverly Hills, ritiene che il pettine laser è un “trattamento sicuro, ma non sempre garantisce i benefici auspicati“. La  Dermatologa ritiene che il laser non sia una “soluzione miracolosa” per combattere definitivamente l’alopecia e la perdita di capelli.

  1. I pettini laser hanno un costo medio/elevato

I pettini laser costano all’incirca 200- 300 euro, in certi casi possono raggiungere anche i 400 euro, ma si deve considerare che l’esborso iniziale è giustificato dalla durata del prodotto nel tempo.

  1. Durata e numero di sedute

Per stimolare i bulbi piliferi e riattivare il metabolismo dei follicoli, è importante che ogni paziente si sottoponga ad un ciclo di trattamenti laser (circa 12-14 sedute della durata di 20 minuti l’una) che garantiscano la ricrescita di capelli ove i follicoli piliferi non siano atrofizzati.

Ad oggi non sono stati condotti studi e ricerche scientifiche in merito al tasso di abbandono dei pazienti che si sottopongono ad un ciclo di laserterapia per combattere definitivamente l’alopecia.

  1. Finasteride vs. pettine laser?

Si tratta di una domanda rilevante che solleva non pochi dubbi in merito a quale sia il migliore trattamento possibile per la cura dell’alopecia. Tante le ricerche scientifiche condotte per cercare di dare una risposta adeguata e certa, ma ad oggi la terapia laser è generalmente considerata come una soluzione subordinata rispetto al trattamento con Finasteride.

L’American Hair Loss Association non menziona neppure la terapia laser sulla pagina dedicata ai trattamenti per la perdita dei capelli. Secondo la stessa Associazione la Finasteride sarebbe l’unico rimedio farmacologico disponibile ed efficace per trattare l’alopecia maschile.

Il farmaco è stato ufficialmente approvato dalla FDA come valido trattamento per contrastare la caduta dei capelli nel 1997: esso blocca la conversione del testosterone in DHT e riduce i livelli dell’ormone di circa il 70%.

La Finasteride, se assunta nei giusti dosaggi, è in grado di rallentare ed arrestare definitivamente il diradamento dei capelli. Secondo l’American Academy of Dermatology, la Propecia o la Finasteride stimolano la ricrescita dei capelli nel 66% dei casi analizzati solo he è da ricordare che può dare effetti collaterali.

  1. Pettine laser: zero effetti collaterali

Uno degli aspetti positivi del trattamento con pettine laser rispetto al trattamento con Propecia è l’assenza di effetti dannosi.

  1. Laserterapia: I risultati sono duraturi?

I risultati possono variare in base alla gravità dell’alopecia, alla qualità dei capelli e al numero di sedute. Inoltre, i benefici ascrivibili all’utilizzo del pettine laser possono essere amplificati grazie all’assunzione di integratori naturali contenenti zinco, vitamine del gruppo B, vitis vinifera e altri elementi preziosi in grado di rafforzare la struttura del capello.  I risultati sono davvero duraturi nella maggioranza dei casi indagati.

Conclusioni: la Laserterapia funziona davvero?

Ebbene sì, la laserterapia consente di risolvere nella maggior parte dei casi analizzati tutte le patologie e i disturbi legati all’alopecia: il laser agisce sui bulbi piliferi, stimola la microcircolazione sanguigna e rallenta definitivamente la perdita di capelli.

L’utilizzo del pettine laser ha i suoi effetti e benefici nel medio-lungo termine, allunga il ciclo di ricrescita dei capelli, li rivitalizza e aiuta a donare alla chioma un aspetto sano e lucente.

Prp per Capelli – Cosa è – Funziona veramente?

Prp per Capelli – Cosa è – Funziona veramente?

PRP è acronimo di Plasma Ricco di Piastrine o Platelet-rich plasma o gel piastrinico. Si tratta di una sostanza che viene iniettata nelle zone del corpo in cui si vuole favorire la guarigione di un tessuto epiteliale o di una lesione.

Da qualche anno viene utilizzato anche in medicina estetica sia per il ringiovanimento del viso sia per la ricrescita e per frenare la caduta dei capelli da alopecia androgenetica.

Il PRP è un prodotto di derivazione ematica per uso non trasfusionale, è ricco di proteine ​​che consentono al sangue di coagularsi e stimolano la crescita e la rigenerazione cellulare.

Questa guida si propone di analizzare ed approfondire che cos’è il PRP, quali sono gli studi scientifici e le ricerche condotte in merito alle iniezioni di PRP, quali sono le sue applicazioni nel campo tricologico principalmente, gli effetti collaterali e i costi di un trattamento con PRP.

Ricerche e studi sul PRP: che cos’è e che risultati puo dare?

Come dicevamo Il PRP è prodotto da un campione di plasma ematico concentrato ed arricchito da piastrine autologhe.

Cosa significa autologo? Questo termine scientifico viene utilizzato per indicare il fatto che il sangue, una volta prelevato da un paziente, viene centrifugato ed applicato allo stesso soggetto limitando le possibili probelmatiche che vedremo poco piu’ sotto.

I ricercatori di tutto il mondo (ancheitaliani) hanno dimostrato che l’iniezione di PRP nei tessuti epiteliali danneggiati stimola la rigenerazione cellulare e promuove la sua guarigione.

Ecco perché il PRP svolge un ruolo sempre più rilevante nel campo degli studi medici e nella chirurgia plastica e rigenerativa.

L’efficacia dell’applicazione del PRP è ancora oggetto di studio e di ricerche scientifiche: ad oggi è stata dimostrata la sua efficacia e la sua applicazione in ambito odontoiatrico ed estetico.

Funziona veramente?

Come abbiamo accennato il prp è l’ultima frontiera della battaglia contro la caduta dei capelli. Di solito i cicli che vengono effettuati dirano circa 3 mesi con una o due applicazioni al mese.

Il risultato che ci si puo’ aspettare è in termini di qualità dei capelli e di una moderata ricrescita. Molto dipende anche dallo stato di partenza paziente.

Inoltre è dimostarato anche che il trattamento con PrP frena notevolmente la caduta quindi viene utilizzato anceh come prevenzione. Vi riportiamo una ricerca del 2014 che ne dimostra l’efficacia nei due casi appena descritti.

prp efficacia

prp efficacia

Come si applica il PRP

Prima di applicare ed iniettare il PRP sul cuoio capelluto, è necessario procedere preventivamente con l’iniezione di una soluzione di lidocaina per uso topico per limitare il fastidio anceh se non sempre viene effettuata in quanto il dolore è molto limitato e la sensazione più comune e soltanto di fastidio e lieve briciore deopo le iniezioni.

come si usa il prp

come si usa il prp per i capelli

Come avviene l’iniezione?

Un medico o chirurgo preleva da un paziente un campione di sangue il cui quantitativo dipende dall’utilizzo e dall’applicazione dello stesso concentrato di piastrine autologo.

Ad esempio, se la quantità di sangue prelevata deve essere successivamente applicata al cuoio capelluto, occorre prelevare un campione ematico di 20 millilitri circa.Il sangue viene posto in una centrifuga da laboratorio che separa i componenti del sangue. Il processo di separazione dura circa 15 minuti.

Un biologo o tecnico di laboratorio utilizza il plasma concentrato di piastrine per preparare l’iniezione di PRP.Il medico o il chirurgo procede ad iniettare il dosaggio preparato di PRP nella zona interessata da trattare.

Secondo una pubblicazione riportata sull’Emory Healthcare, questo processo di iniezione richiede un lasso di tempo di circa mezz’ora. Il paziente dopo le iniziezioni puo’ riprendere la vita quotidiana immediatamente.

Quali sono i potenziali effetti collaterali?

Dal momento che il PRP viene iniettato nei tessuti epiteliali, possono sorgere dei potenziali effetti collaterali anche se sono molto limitati in quanto c’e’ da considerare che le piastrine iniettate sono appunto dello stesso paziente quindi non ci sono problemi ne di infezioni ne di rigetto.

Tuttavia, possono capitare ma sono rari questi effetti collaterali:

  • infezioni cutanee
  • lesioni ai nervi
  • dolore localizzato nell’area trattata
  • danno tissutale

Prima di sottoporsi ad un’iniezione o trattamento di PRP, è sempre meglio consultare un medico specialista sui potenziali rischi ed effetti collaterali che possono insorgere ai danni di un paziente.

Quanto costa?

Come potete immaginare visto che stiamo aprlando di applicazioni del PRP per contrastare l’alopecia il costo è tutto a arico del paziente. Parliamoin media di circao 250/350 euro ad applicazione.

Molto dipende anche da dove si effettua la terapia e in che modo viene centrifugato il sangue per ottenere la parte che viene poi iniettata nel cuoio capelluto (di solito con aghi di dimensioni mesoterapiche quindi molti sottili e corti che provocano pochissimo fastidio).

Da poco è stato sviluppato un altra modalita di centrifugazione maggiormente efficace del sangue che si chiama HCRP SONICATO che contiene citochine.

Alternativa al PRP domiciliare

In alternativa al PRP classico da poco tempo è stato inserito in commercio un prodotto innovativo della Giuliani che trovate recensito qui (Tricovel PRP PLUS GEL) che può essere applicato a casa e sembra essere molto efficace.

Caduta capelli post-partum: cause e rimedi

Caduta capelli post-partum: cause e rimedi

Quando si parla di donne e di caduta dei capelli, si sa con matematica certezza che esistono dei momenti durante i quali si verifica una forma di calvizie legata alle variazioni ormonali.

Questo accade ad esempio successivamente alla gravidanza: è molto comune che, dopo circa 4 mesi dal parto, la donna durante l’allattamento registri una caduta dei capelli abbastanza massiccia, nota come alopecia o defluvium post-partum.

In questi casi è assolutamente normale preoccuparsi e chiedersi se sia una condizione naturale, o se la caduta dei capelli sia cronica e non reversibile. Ecco perché oggi vedremo di fare chiarezza su questi importanti interrogativi.

Cos’è il Defluvium Post-Partum?

Il defluvium post-partum, noto anche come alopecia dopo parto, è quella condizione che porta le donne a perdere i capelli dopo la gravidanza. La prima cosa da sottolineare, è che si tratta di una condizione del tutto naturale: il momento della gravidanza porta infatti diversi cambiamenti del corpo, compresa un’alterazione ormonale che può effettivamente portare all’aumento della perdita dei capelli, accelerando il loro ciclo di vita.

Va però specificato che esistono anche altre cause che concorrono alla caduta dei capelli dopo la gravidanza. Quali sono?

Quali sono le cause della caduta capelli dopo il parto?

La prima causa della caduta capelli post-partum, come già sottolineato, sono gli ormoni. Di fatto, durante la gravidanza il ciclo ormonale interviene allungando il ciclo di vita dei capelli e facendoli anche apparire più folti e in salute: dopo il parto, però, l’alterazione degli ormoni provoca l’effetto inverso, riducendo bruscamente il ciclo di vita dei capelli e portando dunque ad una caduta davvero massiccia.

In genere, dopo un anno dalla gravidanza, il ciclo di vita dei capelli torna a normalizzarsi: si tratta, dunque, di una caduta naturale e non cronica, destinata a svanire in pochi mesi. Ma anche la denutrizione può aumentare la caduta dei capelli nella donna dopo il parto: nello specifico, può accadere che dopo il parto le donne possano soffrire di alcune forme di inappetenza.

Quando ciò si verifica, il corpo registra un calo nutritivo di vitamine e di minerali, causando anche l’indebolimento e l’assottigliamento dei capelli, e aumentando di conseguenza le probabilità di caduta.

Quali sono i rimedi per la caduta capelli post-partum?

Generalmente non serve intervenire in modi particolari, quando si verifica la caduta dei capelli dopo il parto, dato che basta attendere pochi mesi per assistere alla normalizzazione del ciclo di vita del capello.

Eppure, alle volte, attendere non basta: nel caso la caduta dei capelli dovesse continuare e non arrestarsi da sola, è necessario rivolgersi ad un tricologo per investigare le cause della suddetta problematica. Nello specifico, esistono alcuni impacchi e maschere nutrienti naturali che possono aiutare a rinforzare il capello e a stimolare la ricrescita.

Se poi queste soluzioni vengono coadiuvate da trattamenti specifici, come ad esempio la laserterapia ed i massaggi, insieme ai trattamenti ad alta frequenza, ecco che salgono le chance di guarire dall’alopecia post-partum. Ad ogni modo, ognuna di queste soluzioni dev’essere sempre il frutto di una consulenza di un bravo tricologo (dermatologo), il quale molto probabilmente analizzerà le condizioni dei follicoli piliferi grazie ad una microcamera apposita e al tricogramma.

Shampoo senza SLS siliconi, parabeni e petrolati: cosa sostengono i dermatologi?

Shampoo senza SLS siliconi, parabeni e petrolati: cosa sostengono i dermatologi?

Reperire sul mercato commerciale uno shampoo senza solfati, siliconi, parabeni e petrolati non è assolutamente un’impresa facile: dinanzi ad un’offerta commerciale variegata, la stragrande maggioranza dei prodotti in commercio contengono il laurilsolfato di sodio.

Che cos’è il laurilsolfato di sodio o SLS o SDS? Si tratta di un tensioattivo che viene utilizzato in diverse referenze commerciali: oltre agli shampoo è possibile rinvenirlo anche in dentifrici, schiuma da barba, saponette e tanti altri prodotti che vengono utilizzati quotidianamente per la cura e l’igiene della persona.

Gli shampoo che contengono il tensioattivo SLS o SDS hanno un enorme potere sgrassante in grado di eliminare ogni particella di sebo che secerne il cuoio capelluto.

Che effetti e quali conseguenze negative ha il SLS sulla salute? Acquistare shampoo contenenti il laurilsolfato di sodio, a lungo andare, cagiona problemi dermatologi non indifferenti.

Questa guida si propone di approfondire che cosa sia il laurisolfato di sodio, quali sono i danni potenziali sulla salute umane e, soprattutto, cosa sostiene la comunità scientifica dermatologica a proposito degli shampoo senza SLS, siliconi, parabeni e petrolati.

Shampoo con solfati: che cos’è il laurisolfato di sodio?

Il Sodium Lauryl/Laureth Sulfate, la cui formula chimica è CH3(CH2)10CH2(OCH2CH2)nOSO3Na è un tensioattivo che viene addizionato in diversi prodotti dedicati alla toelettatura della persona ed alla detersione e pulizia della casa: schiuma da barba, saponette, dentifricio e, pure, negli shampoo, nei detersivi per piatti, detersivi per il bucato, saponi per bambini, smacchiatori, pulitori per i tappeti, mascara, collutori, detergente per la pelle, lozioni idratante e creme solari.

Diversi sono gli studi scientifici svolti sugli effetti che questo tensioattivo schiumogeno ha sulla salute dell’uomo; tuttavia, la comunità scientifica è ancora divisa tra chi sostiene che si tratti di una sostanza cancerogena e chi, invece, sostiene che il rischio di una possibile insorgenza di cellule maligne non sussista affatto.

Per capire le conseguenze e gli effetti che possono cagionare gli shampoo con solfati o arricchiti con Sodium Lauryl/Laureth Sulfate o SLS, è importante indagare quali sono le critiche mosse dai dermatologi nei confronti di questi tensioattivi.

Gli studi e le ricerche tossicologiche effettuate hanno evidenziato diversi rischi legati all’utilizzo del SLS o del sodio lauriletere solfato, noto irritante per gli strati epidermici.

Le aziende cosmetiche e chimiche devono testare le proprietà curative di ogni prodotto prima di immetterlo sul mercato e necessitano di validare quali siano gli effetti che i tensioattivi e i solfati hanno sui consumatori che accusano problemi di forfora, dermatite, afte o altre patologie dermatologiche.

Da studi compiuti da un pool di aziende cosmetiche e chimiche americane, si è validata la tesi che circa il 70% dei consumatori finali che utilizzano shampoo contenenti solfati accusano ripercussioni sull’equilibrio dei biologici processi cutanei che, nel lungo termine, possono condurre ad un deterioramento delle funzioni dermatologiche.

Infatti, dallo studio americano si è validata la tesi che il sebo ed il sudore vengono meno con il tempo e non sono più in grado di proteggere gli strati epiteliali: il cuoio capelluto appare evidentemente irritato, secco e comporta problemi di prurito.

Inoltre, gli shampoo ed ogni altro prodotto cosmetico contenente SLS o Sodium Lauryl Sulfate provoca problemi di irritazioni oftalmiche.

I solfati sono cancerogeni?

Sulla cancerogenicità, diverse fonti scientifiche autorevoli, hanno definito i solfati come sostanze “non cancerogene”, cercando di fare “rientrare” l’allarmismo che per troppi anni ha creato il diffondersi di erronee convinzioni popolari.

La stessa Commissione scientifica del Cosmetic Ingredient Review negli USA ha validato la tesi che sostanze come SLS ed SLES contenute nei prodotti cosmetici non sono cancerogeni.

L’International Journal of Toxicology ha formulato un’interessante valutazione sulla sicurezza dei livelli di SLS e raccomanda livelli di concentrazione non superiori all’1%: concentrazioni pari al 20% possono essere causa di irritazioni cutanee, ma non di rischio di sviluppare cellule tumorali.

Sebbene i solfati non siano assolutamente cancerogeni, la ricerca scientifica è concorde sul fatto che l’industria chimica e cosmetica debba innovare i propri prodotti con formulazioni che risultino meno aggressive ed irritanti nei confronti dell’epidermide e del cuoio capelluto.

Ecco perché è buon suggerimento da parte dei dermatologi e tossicologi optare per l’acquisto di detergenti e referenze commerciali “biocompatibili” che siano privi non solo di solfati, bensì anche di altri ingredienti chimici dannosi per la salute umana come i parabeni, i siliconi e i petrolati.

Shampoo senza SLS, parabeni, siliconi e petrolati: quali alternative?

Occorre prestare molta attenzione all’acquisto della linea di prodotti dedicati alla toelettatura e all’igiene dei capelli: i dermatologi e i tossicologi richiamano l’attenzione delle aziende produttrici a ricercare valide alternative.

Basta leggere le etichettature degli shampoo reperibili in commercio per rendersi conto di quante sostanze “potenzialmente dannose” possono impattare sulla salute del nostro organismo, in particolare sul cuoio capelluto e sulle difese “protettive” dell’epitelio. Qui trovate la nostra lista di shampoo con base lavate delicata.

Parabeni

Tra le sostanze maggiormente ricorrenti sulle etichette degli shampoo figurano i seguenti parabeni: ethylparaben, methylparaben, butylparaben, propylparaben, isobutylparaben e benzylparaben.

Sono prodotti chimici artificiali che vengono utilizzati dai produttori e dalle industrie chimiche per la produzione di cosmetici, lozioni e idratanti, shampoo, prodotti per la rasatura e abbronzanti.

I parabeni sono economici e, negli ultimi anni, è aumentata la preoccupazione per gli effetti collaterali potenzialmente gravi derivanti sulla salute: secondo le ricerche scientifiche condotte dalla Costmeticsinfo.org, l’utilizzo dei parabeni interferiscono con il funzionamento del sistema endocrino e con la produzione di ormoni.

Nonostante siano contenuti nei prodotti di bellezza che dovrebbero migliorare la pelle, come lozioni e creme idratanti, la ricerca scientifica ha validato la tesi che i parabeni accelerano il processo di invecchiamento della pelle.

Come riportato da uno studio condotto dalla Kyoto University of Medicine in Giappone, l’utilizzo di parabeni aumenta la sensibilità all’esposizione ai raggi ultravioletti, cagionano disturbi e disfunzioni del sistema immunitario, problemi di apprendimento e disturbi nella riproduzione.

Nonostante ciò, la Commissione della Cosmetic Ingredient Review ha validato la tesi che i parabeni sono sicuri e non comportano alcun effetto collaterale se il livello di concentrazione è inferiore al 25%.

Per questo i dermatologi consigliano di leggere tutti gli ingredienti e i livelli di concentrazione contenuti in cosmetici e prodotto per l’igiene della persona prima di acquistare il prodotto.

Siliconi

Tra i siliconi che si reperiscono maggiormente sulle etichette degli shampoo si rinvengono i seguenti: amodimethicone, imethicone, cyclomethicone, cyclopentasiloxane.

Il silicone è un minerale. È un ingrediente efficace comunemente usato nei prodotti per la cura dei capelli, conferisce lucentezza, può aiutare a lisciare i capelli e dà ai capelli un aspetto lussuoso” afferma Bridget Brager, Celebrity & Editorial Hairstylist

Per quanto riguarda la cura dei capelli, i siliconi presenti negli shampoo vengono principalmente utilizzati per lubrificare e aggiungere lucentezza alla capigliatura”, sostiene Eric Spengler, Responsabile R&D Living Proof.

Il silicone ha l’aspetto di una gomma e/o plastica, si tratta di un agente filmogeno che viene utilizzato come “sigillante”, dona ai capelli lucentezza, ed inibisce ai capelli di “respirare”.

Il silicone appesantisce i capelli, inibisce all’umidità di penetrare nel capello e, a lungo andare, rovina i capelli e li rende fragili, venendo a cagionare l’effetto crespo e la rottura.

Inoltre, può causare eruzioni cutanee, bruciore, prurito e irritazione ai follicoli piliferi portando perfino alla caduta dei capelli ed alla comparsa dell’alopecia.

Cosa consigliano i dermatologi? La comunità scientifica condivide la tesi che si debba ricercare in commercio shampoo privi di silicone non contenenti SLS ed altre sostanze chimiche aggressive e sintetiche.

Un’interessante referenza commerciale è lo Shampoo Revita DS privo di SLS, solfati, parabeni, siliconi e di altri derivati del petrolio.

Si tratta di uno shampoo consigliato dalla comunità dei dermatologi in quanto è costituito da una complessa miscela di tensioattivi delicati e sostanze attive idrantanti e anticaduta.

 

Profollica Shampoo Anticaduta Recensione

profolica-shampoo-anticadutaNel campo degli shampoo anticaduta, Profollica rappresenta un prodotto eccellente, clinicamente testato e noto per via delle sue tante proprietà positive.

Se temi di divenire vittima della calvizie, o se già adesso stai registrando degli evidenti segnali di alopecia androgenetica, allora con lo shampoo anticaduta Profollica potresti aver trovato il prodotto ideale per le tue esigenze, e ovviamente per quelle dei tuoi capelli e del tuo cuoio capelluto.

Vediamo dunque di scoprire tutto quello che devi sapere sullo shampoo anticaduta Profollica, sui suoi effetti e sul perché dovresti utilizzarlo per combattere la caduta dei capelli.

Profollica: cos’è?

Profollica è uno shampoo anticaduta che ha lo scopo di aiutarti a prevenire il problema, dunque prima che la calvizie possa manifestarsi, e di aiutarti ovviamente quando si tratta di affrontare i primi forti sintomi dell’alopecia.

Questo significa che l’utilizzo di Profollica è consigliato sia se soffri già di caduta dei capelli e del diradamento del cuoio capelluto, sia se non hai ancora dei sintomi manifesti ma vorresti comunque metterti al riparo dalla calvizie.

Con Profollica puoi contrastare qualsiasi tipologia di alopecia, da quella androgenetica a quella femminile, ed evitare dunque di soffrire di un problema che ha anche dei risvolti psicologici negativi notevoli.

Perché utilizzare lo shampoo anticaduta Profollica?

Adesso che sai cos’è Profollica, sicuramente vorrai approfondire i motivi per i quali dovresti scegliere questo prodotto e non un altro similare. Ebbene, è innanzitutto il caso che tu sappia che questo shampoo anticaduta nutre il capello e crea una barriera che lo protegge ad esempio dagli agenti patogeni dello smog, che possono appunto essere una delle cause della caduta dei tuoi capelli.

Inoltre, Profollica stimola anche l’attività dei follicoli piliferi portando ad una ricrescita vigorosa dei fusti dei capelli, e non contiene nessun elemento chimico, cosa che lo rende perfetto per non stressare ulteriormente la tua chioma.

Va anche specificato che lo shampoo anticaduta Profollica vanta un’azione molto rapida, che coinvolge tutto il capello, dalla sua base fino ad arrivare alle punte. Infine, questo prodotto è ideale per curare tutta una serie di malattie cutanee che potrebbero causare la caduta dei capelli, come ad esempio la psoriasi, la forfora e altre patologie come la cirrosi.

Ha anche un forte potere lenitivo che calma bruciori e pruriti, che a loro volta possono diventare molto deleteri per la salute del capello.

Come funziona lo shampoo anticaduta Profollica?

Lo shampoo anticaduta Profollica ha un funzionamento tanto semplice quanto efficace: questo è dovuto al fatto che è in grado di penetrare in profondità nei follicoli piliferi, aumentandone la dilatazione e dunque consentendo ai nutrimenti di arrivare all’interno dei fusti dei capelli.

Inoltre, come ti abbiamo già spiegato, aiuta a creare un film protettivo che protegge i capelli dagli agenti esterni. Infine, ti farà piacere sapere anche che questo insieme di azioni rendono Profollica la soluzione migliore quando si tratta di avviare una forte ricrescita dei capelli.

Il suddetto shampoo anticaduta, infatti, ha il duplice scopo di proteggere i capelli evitando che possano cadere, e di favorire la nascita e la crescita dei nuovi fusti. Va poi specificato che generalmente Profollica impiega circa 2 mesi per far ottenere i primi risultati concreti.

Come si usa lo shampoo Profollica?

Usare lo shampoo anticaduta Profollica è facilissimo, dato che devi utilizzarlo come utilizzeresti un comune shampoo per capelli. Nello specifico, devi applicare una piccola quantità di Profollica e spalmarlo sulla chioma massaggiando il cuoio capelluto con i polpastrelli, così da favorire l’assorbimento della sua formula rigenerante.

Poi, prima di risciacquare, è sempre consigliato mantenere lo shampoo anticaduta Profollica in posa, per circa 40 secondi. Infine, lo shampoo Profollica non possiede effetti collaterali, ma occorre sempre verificare che tu non sia allergico ad uno dei suoi elementi.