Caduta Capelli

caduta capelli domande frequenti

Caduta capelli: domande e risposte comuni

Sono diverse le domande che sorgono in chi sta denotando una caduta dei capelli, o in chi vorrebbe capire meglio come funziona questo meccanismo che regola il ciclo di vita dei fusti. Ecco perché oggi scorreremo una lista delle domande e risposte più frequenti sulla caduta dei capelli.

È normale la caduta dei capelli?

La caduta dei capelli, di per sé, è un processo del tutto naturale: questo perché i capelli attraversano tre fasi del proprio ciclo vitale , dalla nascita alla morte.

Prurito in testa – Cause e Rimedi

Il prurito in testa è uno dei sintomi che alle volte possono manifestare chiaramente la presenza di una forma anticipatoria di alopecia precoce e con conseguente caduta dei capelli. Quando si presenta questa forma di prurito del cuoio capelluto, la sensazione è molto specifica: è come se il prurito provenisse dalla profondità del derma, accompagnandosi anche al bruciore e alle volte all’insensibilità dell’epidermide. Questo prurito, inoltre, possiede una caratteristica che lo rende cronico e perdurante: è un fastidio che spesso spinge chi ne soffre a grattarsi inconsapevolmente la testa, rischiando di peggiorare una situazione già delicata. Prurito del cuoio capelluto: come identificarlo? Alcuni degli indizi che rilevano la presenza del prurito in testa, li abbiamo già accennati in precedenza: oltre al prurito del cuoio capelluto, si manifestano anche bruciori e dolori, localizzati in certe zone della testa più che in altre. Non di rado, questo prurito si accompagna anche ad altri malesseri legati al cuoio capelluto: ad esempio, possono comparire problemi come la desquamazione, la forfora, la pediculosi e persino la comparsa di piccole pustole infette. Quali sono le cause del prurito in testa? Sarebbe impossibile fornire una lista completa delle motivazioni che potrebbero far sorgere il prurito sul cuoio capelluto: le allergie e gli agenti patogeni dello smog, infatti, potrebbero far emergere questo problema in qualsiasi individuo, compresi coloro che non soffrono di problematiche legate ai capelli. Detto questo, abbiamo comunque la possibilità di isolare delle cause aventi a che fare direttamente con il cuoio capelluto: la già citata forfora, oppure la dermatite seborroica o la secchezza. Nell’elenco troviamo anche le seborree, le follicoliti, la psoriasi e altre malattie come ad esempio la tigna dermatofizia: una infezione portata da una specifica famiglia di funghi (i dermatofiti). Infine, il prurito potrebbe essere la conseguenza delle punture notturne che i pidocchi operano sul cuoio capelluto per succhiare il sangue, oppure di altre patologie come la scabbia o gli eczemi. Vediamo di approfondire alcune di queste cause. Prurito: forfora, cute secca e seborrea La forfora è sicuramente una delle principali cause del prurito che attacca il cuoio capelluto [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4852869/]: questo sintomo, infatti, emerge sia nel caso della forfora grassa che in quello della forfora secca, sebbene le condizioni della desquamazione siano sensibilmente diverse. Nella forfora secca, infatti, generalmente il prurito è ridotto ai minimi termini e non si assiste nemmeno ad una particolare quantità di capelli persi. Viceversa, nella forfora grassa si assiste alla percezione di un notevole livello di prurito, mentre le scaglie che si separano dal cuoio capelluto appaiono giallognole e tendono a restare attaccate ai capelli: la colpa di tutto ciò è naturalmente il sebo in eccesso. In presenza di forfora grassa e prurito bisogna sempre stare attenti, perché potrebbe verificarsi l’alopecia. Occorre poi chiarire che anche la cute secca può provocare una blanda forma di prurito, e ciò non necessariamente in presenza di forfora. Per quanto concerne la seborrea, invece, l’eccesso in merito alla produzione di sebo può causare un’irritazione del cuoio capelluto ed un prurito molto violenti, …

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Caduta capelli da stress- I Rimedi

L’alopecia è una malattia che può avere carattere psicosomatico: ciò vuol dire che anche gli stati umorali e psicologici possono influire sulla perdita dei fusti. È ad esempio il caso della caduta dei capelli da stress: una condizione che affligge in particolar modo le popolazioni occidentali, soprattutto per via dei ritmi frenetici di vita e delle diverse scadenze suddivise fra lavoro e studio. Nonostante non vi siano degli studi scientifici certi in merito alla correlazione fra stress e alopecia, ciò non deve sorprendere: oltre alla calvizie, esistono infatti altre malattie psicogene come la dermatite atopica e la psoriasi. Caduta capelli da stress: cosa succede? Quando un individuo attraversa una fase particolarmente complicata della propria vita, possono emergere problematiche psicologiche quali lo stress e l’ansia: queste condizioni mentali possono avere dei pesanti riflessi anche sull’organismo, capelli compresi. Nel caso in cui la caduta degli steli sia dovuta a questa risposta del corpo, ecco che si parla di alopecia da stress o psicogena. Cosa accade al nostro organismo quando si manifestano stress e ansia? Secondo alcune teorie piuttosto valide, il corpo reagirebbe andando ad agire sull’ipofisi e sull’ipotalamo: questo provocherebbe un aumento dei livelli di ormoni corticotropi ed il successivo impoverimento della struttura delle cellule del capello [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23998289]. Ciò accadrebbe per via dell’azione di questi particolari ormoni, che andrebbero ad alterare i cheratociti e altre tipologie di cellule come i sebociti: questo spiegherebbe perché, di norma, chi soffre di alopecia da stress possiede anche livelli di olio sebaceo superiori al normale. Alopecia da stress negli uomini e nelle donne: i sintomi L’alopecia psicogena può colpire indistintamente sia gli uomini che le donne: bisogna però sottolineare che è molto complesso distinguere la perdita dei capelli da stress, da altre forme di alopecia quali quella seborroica e quella androgenetica. I sintomi sono infatti molto simili, al punto che è sempre necessario rivolgersi ad un tricologo per poter effettuare un tricogramma ed avere delle risposte più precise in merito. Conoscendo i sintomi della caduta dei capelli da stress, però, è possibile circoscrivere questa patologia per capire se effettivamente si tratta della suddetta forma. Qual è, dunque, la sintomatologia di questa condizione? In primo luogo si registra un aumento della produzione di sebo sul cuoio capelluto: se nel caso dell’alopecia seborroica questa rappresenta la causa principale di caduta, nell’alopecia psicogena è semplicemente una delle diverse conseguenze. Il secondo sintomo che è possibile rilevare è la dermatite seborroica, a sua volta un effetto collaterale dovuto all’alterazione dei livelli di sebo. Altre conseguenze fisiche dell’alopecia da stress sono queste: una costante sensazione di prurito sulla testa, che si accompagna insieme al bruciore del cuoio capelluto e alla continua tentazione di grattarlo. Infine, alle volte emerge anche un dolore sulla superficie cutanea della testa (tricodinia). Quali sono i rimedi per l’alopecia da stress? È possibile identificare diversi rimedi per la caduta dei capelli da stress: non trattandosi di una condizione irreversibile, o passa da sola o può essere curata agendo sulle cause che la scatenano. Essendo lo stress o l’ansia …

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Defluvio Telogen

Defluvio Telogen – Cause – Cosa fare

Fra le condizioni che spingono i capelli alla caduta troviamo il defluvio telogen, noto anche come defluvium capillorum. Chi ne soffre è costretto ad assistere ad una perdita irreversibile dei fusti, anche se si concretizza nella caduta quotidiana di una mole ridotta di capelli: in questo caso ciò accade per via dell’atrofizzazione dei follicoli, o a causa del loro irreparabile danneggiamento. Ciò vuol dire che i capelli persi in fase di defluvio telogen non verranno successivamente rimpiazzati dai nuovi steli in fase anagen. Trattandosi di una manifestazione irreversibile, i soggetti che patiscono questo malessere assistono passivamente ad un primo diradamento dei capelli (seppur lento), alla comparsa delle stempiature, e successivamente alla calvizie. Cos’è il defluvio telogen? Quando si parla di defluvio telogen, si indica un tipo di  caduta dei capelli che in quel momento stanno attraversando la loro ultima fase di vita (il telogen, appunto). In genere questo defluvio vede la perdita di una quantità ridotta di steli, ma ha carattere di irreversibilità: questo vuol dire che i suddetti fusti non verranno poi sostituiti dai capelli più giovani, come invece accadrebbe in una situazione normale. In pratica, il defluvium capillorum e l’alopecia androgenetica sono di fatto la medesima condizione. Qui gli steli che cadono sono generalmente molto fini e di dimensioni ridotte, cosa che fa emergere un’altra considerazione utile: questi steli cadono infatti in via prematura, sebbene siano comunque in fase telogen, per via delle ridotte capacità dei follicoli piliferi nel reggerli. Un test che può dare delle risposte in merito al defluvium telogen è il tricogramma: quando l’analisi del capello rileva una quantità di steli in fase anagen inferiore alla norma (del 10% circa), significa che è presente questa condizione. Quali sono le cause del defluvio telogen? Da quanto visto finora, è chiaro come il defluvium telogen possa nascere da cause specifiche come l’alopecia androgenetica. In realtà non è sempre così, e non sempre le motivazioni appaiono le stesse, così come la manifestazione di questo malessere. Se presente una condizione di alopecia androgenetica, si tende a parlare di defluvium capillorum cronico [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9238330]: i sintomi sono quelli analizzati poco sopra, ovvero una caduta ridotta dei capelli ma dal carattere costante e irreversibile. Al contrario, il defluvium telogen dovuto all’alopecia fronto-parietale vede una caduta dei capelli massiccia, ma senza avere carattere di cronicità: in questo caso, infatti, si parla di defluvio telogen acuto ma comunque reversibile (temporaneo). Questo accade negli uomini, mentre nelle donne le cause possono essere svariate: può essere naturalmente presente l’alopecia androgenetica, che può dipendere dal suo carattere di ereditarietà o dalla menopausa. Nel primo caso è cronica, mentre nel secondo caso è acuta. Altre forme di alopecia legate al defluvio telogen nelle donne sono i tumori e alcuni deficit enzimatici: qui entrambe sono acute e dunque momentanee, e lo stesso dicasi per la caduta dei capelli causata da iper-prolattinemia, dall’uso di prodotti farmaceutici o da malattie come l’anoressia. Defluvium anagen e caduta post-partum Se il defluvium telogen colpisce quei capelli in fase finale di vita, ma non …

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Caduta dei capelli stagionale

Caduta dei capelli stagionale

La caduta dei capelli è un problema che riguarda una grande percentuale di italiani, ma non sempre si tratta di una conseguenza legata all’alopecia o alla presenza di malattie cutanee quali la dermatite seborroica. Molte persone, infatti, cedono a facili allarmismi senza prima considerare un aspetto fondamentale del ciclo di vita dei capelli: spesso, i fusti cadono per via dell’alternarsi delle stagioni, in quanto è in questo periodo che si verificano una serie di circostanze del tutto naturali. Occorre dunque approfondire il tema della caduta dei capelli stagionale, verificandone le cause e comprendendo come fare un distinguo fra questa forma di perdita e la caduta patologica. Autunno e primavera: la perdita di capelli stagionale Innanzitutto occorre fare chiarezza su cosa si intende per caduta dei capelli stagionale. Questa condizione, nello specifico, riguarda la perdita di un numero massiccio di capelli durante la primavera e l’autunno: è in mesi come aprile-maggio e settembre-novembre che il corpo va incontro ad alcuni cambiamenti fondanti, che possono avere dei contraccolpi anche sul ciclo di vita dei fusti. Ciò accade sia agli uomini che alle donne, e in realtà le suddette stagioni coinvolgono l’intero mondo vegetale e animale. In pratica, qualsiasi organismo risente delle mutazioni climatiche e ambientali, e reagisce di conseguenza per adattarsi. Se da un lato cadono le foglie dagli alberi, dall’altro gli animali vanno incontro alla muta e gli esseri umani alla perdita dei capelli. Quali sono le cause della caduta primaverile e autunnale? Ancora oggi non vi è assoluta certezza sulle cause che portano fattivamente alla perdita dei capelli stagionale. Esistono comunque delle teorie più che valide, che possono spiegare in gran parte questa condizione. Una delle spiegazioni più attendibili riguarda le variazioni ormonali nell’organismo umano dovute al cambiamento in termini di ore di luce. Altri studiosi, invece, chiamano in causa fattori psicologici e umorali: con il ritorno alle routine lavorative e di studio, tipiche dell’autunno, aumenta lo stress e di conseguenza la caduta dei capelli. Fra le cause esterne e ambientali che possono influire in entrambe le stagioni, troviamo invece l’inquinamento cittadino, il freddo e il vento secco: il primo deposita agenti patogeni malsani per i capelli, mentre i secondi stressano i fusti riducendo anche il diametro dei vasi sanguigni, diminuendo l’apporto nutrizionale del sangue in direzione dei capelli. Ai fattori appena visti, vanno aggiunte altre considerazioni: intanto la caduta dei capelli stagionale può essere resa più evidente da fattori genetici. Inoltre, il ciclo di ricrescita può far coincidere la fase telogen con questi mesi particolari, aumentando dunque la sensazione di perdita. Ad ogni modo, la perdita dei capelli stagionale non è una patologia ma una condizione del tutto normale, che affligge qualsiasi uomo e qualsiasi donna. Come distinguerla dalla caduta dei capelli patologica? Svegliarsi al mattino e notare una gran mole di capelli sul cuscino o sulla spazzola in questi mesi così particolari, spesso induce le persone a chiedersi: soffro di alopecia? Nonostante si tratti di un forte peso psicologico, la caduta dei capelli legata alle stagioni non è …

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