Fra le condizioni che spingono i capelli alla caduta troviamo il defluvio telogen, noto anche come defluvium capillorum.

Chi ne soffre è costretto ad assistere ad una perdita irreversibile dei fusti, anche se si concretizza nella caduta quotidiana di una mole ridotta di capelli: in questo caso ciò accade per via dell’atrofizzazione dei follicoli, o a causa del loro irreparabile danneggiamento.

Ciò vuol dire che i capelli persi in fase di defluvio telogen non verranno successivamente rimpiazzati dai nuovi steli in fase anagen.

Trattandosi di una manifestazione irreversibile, i soggetti che patiscono questo malessere assistono passivamente ad un primo diradamento dei capelli (seppur lento), alla comparsa delle stempiature, e successivamente alla calvizie.

Cos’è il defluvio telogen?

Quando si parla di defluvio telogen, si indica un tipo di  caduta dei capelli che in quel momento stanno attraversando la loro ultima fase di vita (il telogen, appunto).

In genere questo defluvio vede la perdita di una quantità ridotta di steli, ma ha carattere di irreversibilità: questo vuol dire che i suddetti fusti non verranno poi sostituiti dai capelli più giovani, come invece accadrebbe in una situazione normale.

In pratica, il defluvium capillorum e l’alopecia androgenetica sono di fatto la medesima condizione.

Qui gli steli che cadono sono generalmente molto fini e di dimensioni ridotte, cosa che fa emergere un’altra considerazione utile: questi steli cadono infatti in via prematura, sebbene siano comunque in fase telogen, per via delle ridotte capacità dei follicoli piliferi nel reggerli.

Un test che può dare delle risposte in merito al defluvium telogen è il tricogramma: quando l’analisi del capello rileva una quantità di steli in fase anagen inferiore alla norma (del 10% circa), significa che è presente questa condizione.

Quali sono le cause del defluvio telogen?

Da quanto visto finora, è chiaro come il defluvium telogen possa nascere da cause specifiche come l’alopecia androgenetica.

In realtà non è sempre così, e non sempre le motivazioni appaiono le stesse, così come la manifestazione di questo malessere.

Se presente una condizione di alopecia androgenetica, si tende a parlare di defluvium capillorum cronico [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9238330]: i sintomi sono quelli analizzati poco sopra, ovvero una caduta ridotta dei capelli ma dal carattere costante e irreversibile.

Al contrario, il defluvium telogen dovuto all’alopecia fronto-parietale vede una caduta dei capelli massiccia, ma senza avere carattere di cronicità: in questo caso, infatti, si parla di defluvio telogen acuto ma comunque reversibile (temporaneo).

Questo accade negli uomini, mentre nelle donne le cause possono essere svariate: può essere naturalmente presente l’alopecia androgenetica, che può dipendere dal suo carattere di ereditarietà o dalla menopausa. Nel primo caso è cronica, mentre nel secondo caso è acuta.

Altre forme di alopecia legate al defluvio telogen nelle donne sono i tumori e alcuni deficit enzimatici: qui entrambe sono acute e dunque momentanee, e lo stesso dicasi per la caduta dei capelli causata da iper-prolattinemia, dall’uso di prodotti farmaceutici o da malattie come l’anoressia.

Defluvium anagen e caduta post-partum

Se il defluvium telogen colpisce quei capelli in fase finale di vita, ma non ancora morenti, viceversa il defluvium anagen interviene facendo cadere i capelli nel ciclo iniziale della loro crescita.

Anche in questo caso, però, la causa può essere ricondotta all’irreparabile danneggiamento dei follicoli piliferi, ed è sempre dovuta alla presenza di una o più patologie epidermiche.

Fra le cause del defluvio anagen troviamo ad esempio la sclerodermia, le follicoliti, la malattia di Duhring Brocq e le varie forme di alopecia cicatriziale.

Molto diverso, invece, il discorso sul defluvio post-partum: in questa circostanza, il responsabile della caduta dei capelli è il crollo improvviso del livello di estrogeni, preceduto da un aumento in fase di gravidanza.

Durante il periodo dell’allattamento, poi, influisce sulla salute degli steli anche la crescita dei livelli di prolattina: un ormone che accelera il momento della loro caduta.